Ti telefono o no?

È tempo di sfide per il mio russo sempre precario.

Non amo parlare in russo al telefono perché ho sempre paura che mi sfugga qualcosa, dato che non posso fissare le labbra dell’interlocutore con fare investigativo come mi succede di solito di persona. Devo ammettere però che gli eventi di ieri mi hanno resa orgogliosa di me stessa.

Abbiamo pagato la bolletta mensile per il collegamento internet, ma ovviamente il wifi non ne voleva sapere di funzionare, e così sono stata costretta a chiamare il numero di riferimento che ci avevano lasciato insieme al contratto. Compongo il numero e scopro che si tratta di un call center. Io già fatico a capire gli essere umani, figuriamoci le voci registrate. Sorprendentemente supero la barriera del primo filtro delle telefonate e, strano ma vero, riesco a parlare con un operatore. La telefonata è piena di numeri (che, per chi non lo sapesse, in russo sono una cosa terribile perché vanno declinati nei vari casi, proprio come sostantivi e aggettivi): c’è il numero del contratto, il nostro indirizzo, il numero del codice cliente… Ma io sono troppo colpita dalla mia capacità di interagire in maniera così disinvolta con l’operatore per andare nel panico per i numeri. Risultato: un minuto e mezzo di telefonata e sono riuscita a farci riattaccare internet. Sento il mio ego crescere in maniera smisurata.

Ma le prodezze tecnologico-linguistiche di oggi non finiscono qui.

In aeroporto devo occuparmi anche di capire dove sia il presidio consolare per il prolungamento straordinario dei visti. Chiedo al punto informazioni e la ragazza mi indica un citofono dall’altra parte della sala. Mi avvicino e vedo che accanto al citofono c’è una porta a vetri che dà su un ufficio. Entro, ma l’impiegata mi spiega che per la questione dei visti devo parlare proprio con il citofono. Di seguito intercettazione della conversazione intercorsa tra Ale e Mr Citofono in data 03.06.12:

Ale: Salve, avrei bisogno di alcune informazioni sul prolungamento dei visti. C’è qualcuno con cui posso parlare?

Mr C.: Parli pure.

Ale: …………………………….. Qui? [In sottofondo rumori di valigie, passanti, annunci aeroportuali] Ehm, ok. So che è possibile prolungare il visto in via straordinaria fino a tre giorni dalla scadenza dello stesso.

Mr C.: Vero.

Ale: E c’è una multa da pagare o qualcosa del genere?

Mr C.: Sì.

Ale: Allora torno qui il giorno della scadenza del visto insieme ai turisti.

Mr C.: Sì.

 

Non vedo l’ora che arrivi lunedì per conoscere di persona quel gran genio dell’eloquio di Mr C.!

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