Dagli all’untore

L’ho visto succedere un’infinità di volte, ma non credo che riuscirò mai a capire quale malsana logica incomprensibile agli stranieri possa esserci dietro un fenomeno del genere. Mi spiego.

A Mosca, come in ogni città dotata di metropolitana, si cerca di impedire che la gente usufruisca del trasporto pubblico senza provvedere prima al pagamento del biglietto. Fin qui tutto normale. Per farlo, si installano di solito tornelli o altri tipi di barriere che si aprono solo dopo che il viaggiatore abbia effettivamente comprovato l’acquisto del biglietto, magari obliterandolo. Ed è qui che iniziano le prime differenze. A Mosca in realtà non ci sono veri e propri tornelli, ma piuttosto dei passaggi obbligati, apparentemente innocui, dotati di un lettore ottico su cui il cliente deve poggiare la tessera elettronica che fa da biglietto. Per chi li conosce, questi passaggi non sono affatto complicati da aggirare. Basta sollevare le gambe facendosi leva con le braccia, superando così l’accurato sistema di spuntoni pensato per disincentivare l’illegalità. Se si attraversa il passaggio senza aver obliterato il biglietto, infatti, escono fuori di botto delle sbarre di metallo all’altezza degli stinchi che feriscono il malcapitato truffatore e attivano una specie di sirena che riecheggia per tutta la stazione. A quel punto arriva la guardia di turno. Se la mentalità russa funzionasse in maniera logica, questo sarebbe il momento in cui il controllore multerebbe il viaggiatore. Ma che fine farebbe la sana imprevedibilità russa che tanto amiamo? La guardia arriva, ma, anziché fermare il truffatore e scrivere una bella multa, si mette ad insultarlo gridandogli contro improperi e maledizioni sotto gli occhi dei passanti finché il tipo non sale sulla metro. Geniale. È così che si scoraggia l’illegalità! D’altra parte, se uno se ne sbatte di improvvisarsi Jury Chechi per non pagare un biglietto, vuoi che non se ne penta vedendosi insultato da una vecchietta pluricentenaria seduta su una sedia da cui non la sposterebbe nemmeno una valanga?

Così, mentre i Lupin metropolitani viaggiano gratuitamente su tutta la linea, i poveri turisti, incapaci di comprendere che il lettore ottico fosforescente serve ad obliterare il biglietto, vengono quotidianamente falciati e mutilati dagli implacabili tornelli moscoviti. E indovinate da chi vanno a lamentarsi…

Annunci

1 Commento

Archiviato in Quotidianità moscovita

Una risposta a “Dagli all’untore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...