Il mio cielo su Mosca

Da qualche giorno Mosca si sveglia nervosa, volubile. Al mattino un cielo capriccioso promette ore bagnate, ma presto se ne pente e lascia che qualche impavido raggio di sole lo attraversi per rimbalzare sulle cupole del Cremlino e farsi magia.

Ormai il mio umore è in sintonia col tempo di Mosca.

Quando mi alzo sono un troll inferocito che morde chiunque gli rivolga la parola. La pioggia che imperversa fuori dalla finestra non è che un’appendice del mio malumore mattutino.

Le prime ore di lavoro sono un elettroshock per il mio cervello addormentato: come un automa aziono i neuroni preposti all’assistenza dei turisti e lascio che gli altri sonnecchino ancora un po’. Il cielo di Mosca si divide tra nuvole inferocite e promesse di schiarite all’orizzonte.

Di ritorno a casa a metà mattinata coccolo il mio broncio con una commedia sovietica, di quelle in cui tutti cantano e scherzano, e passeggiano per la Mosca meravigliosa degli anni ’60 e ’70, e in cui i personaggi sono gli esseri più incredibili e affascinanti mai immaginati, e non puoi che innamorartene immediatamente. Spengo il computer e ho ancora in testa il motivetto del film, una di quelle canzoni intense ma allegre che ti affollano la giornata di pensieri positivi. Sono pronta per uscire e assaggiare ancora un pezzo di questa città. Un sole sfrontato illumina Mosca bagnata, più bella che mai.

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2 commenti

Archiviato in Quotidianità moscovita

2 risposte a “Il mio cielo su Mosca

  1. che bello che tu capisci cosa dicono nel video!

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