Di inizi, ricorrenze e ipotesi mattutine

Il 1 settembre è un giorno speciale in Russia, che segna il rientro a scuola, l’inizio delle lezioni all’università, insomma la fine delle vacanze. E, se capita di sabato, non si rimanda tutto al lunedì, come si farebbe da noi, ma ci si veste di tutto punto e si va in classe, anche e soprattutto di sabato, anche e soprattutto quest’anno, che il ritorno a scuola coincide con il compleanno di Mosca, il primo finesettimana di settembre. Soprattutto quest’anno, che facciamo cifra tonda e Mosca compie 865 anni.

Al mattino esco dall’ascensore per andare a lavoro e mi trovo davanti questa scena.

C’è 1 che mi aspetta fuori dall’ascensore

Come al solito, sto ancora dormendo in piedi, e la mia prima grande ipotesi watsoniana è che qualche bimbo del palazzo compia gli anni oggi. Il cartello accanto ai palloncini mi ricorda che è 1 settembre, e che la mia giornata sarà accompagnata dagli orripilanti nastri bianchi che le bambine si mettono tra i capelli per il rientro a scuola, veri capolavori di pacchianeria russa. Ovviamente la gara è a chi ha il fiocco più grande, e poco importa se il volume del nastro supera quello della testa della bambina e il suo collo trema sotto il peso dell’acconciatura.

Ai ragazzi non va meglio. Per l’occasione è tradizione andare a scuola con giacca e pantaloni eleganti, così in metro mi guardo intorno e mi accorgo di essere circondata da pinguini impacciati alle prime prese con una cravatta. A facilitare l’impresa, gli enormi mazzi di fiori da regalare alle maestre (prima mazzetta dell’anno) che queste povere creature devono trascinarsi dietro fino a scuola. Anche in questo caso, e per ovvi motivi, la gara è a chi ce l’ha più grande. Scene tristi di bambini che si aggirano per la città sollevando tre o quattro volte il loro peso in fiori sono all’ordine del giorno.

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3 commenti

Archiviato in Quotidianità moscovita

3 risposte a “Di inizi, ricorrenze e ipotesi mattutine

  1. Allora in bocca al lupo, dato che tutto ricomincia, ti auguro le cose migliori.
    Ripasserò!

  2. Bea

    Gia! A San Pietroburgo ho visto vere e proprie nuvole di palloncini.
    Bel blog, un bacione grande 🙂

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