Rotolando verso sud

Mi sveglio e mi sento figa. Sono giorni che aspetto questo momento e niente potrà rovinarmelo.

Oggi si pattina, e si pattina di brutto. L’obiettivo è il lungofiume dal Parco Gor’kij a Vorobevy Gory, e oltre. Un tragitto di qualche chilometro che ho intezione di ripetere almeno 5-6 volte. Sono una dura. Sono forte. Sono una grande.

Soprattutto sono… sprovvista di abbigliamento adeguato. Le temperature di questi giorni non mi permettono di sfoggiare il mio stile da roller, pantaloncini e canottiera, ma per la tuta felpata è ancora troppo caldo. Ripiego su jeans e t-shirt, a cui aggiungo un maioncino di cotone da tener su fino all’arrivo al parco. Perché sono figa ma anche un po’ vecchia, e con gli spifferi di mezza stagione si sa che è meglio non scherzare.

Arrivo sul lungofiume e indosso i miei adorati pattini, 3 kg a cui non ho saputo rinunciare in valigia. Infilo le scarpe nella borsa e con le due bretelle la trasformo in uno zaino da tenere sulle spalle. Non è molto comodo, lo so. E poi sono molto meno figa delle bionde russe fighe che mi pattinano tutto attorno, con i loro zainetti perfetti comprati da Decathlon. Queste russe devono rovinare sempre tutto. Ma col mio menefreghismo romano D.O.C. non me ne curo e inizio a far andare i miei pattini sulla pista ciclabile lungo il fiume.

Uno sguardo alla pista, uno all’acqua. Le nuvole si rincorrono nel cielo per acciuffarsi nella Moscova.

Ho dimenticato di caricare l’iPod, quindi non ho la durata delle canzoni a scandire il tempo. Ormai quanto sarà che pattino? Mezz’ora? L’orologio mi smentisce: 20 minuti. E ancora non sono arrivata a Vorobevy Gory. Certo che questa pista non è poi tutta in piano, come sembrava dal fiume. Forse dovrei ridimensionare un po’ il mio progetto e ripetere il tragitto giusto 3-4 volte. Che poi quando non pattini per un po’ di tempo ti devi riabituare gradualmente, che i muscoli che si usano coi roller non si allenano mica con le attività quotidiane…

Insomma, avete già capito come finisce la storia, vero? Arrivo a Vorobevy Gory con la lingua che rotola fuori dalla bocca in cerca di ossigeno, come un cane finito chissà perché nel deserto. Vorrei arrendermi e tornare a casa con la metro che passa di qui, ma a quanto pare ho ancora un residuo di dignità che mi spinge a risalire la pista fino al Parco Go’rkij (dopo una pausa respiratoria di una ventina di minuti, ovviamente).

Arrivata al parco decido di premiarmi con una scodella di noodles con gamberetti da 300 g. La coscienza prova a farmi sentire in colpa: “E te le saresti meritate?”. Non ho dubbi al riguardo: ho lavorato come una pazza per tutta la settimana, c’è un tempo meraviglioso, ho fatto la mia dose di esercizio fisico e sono tra le poche ragazze che conosco in grado di divorare una porzione di noodles del chiosco del parco senza particolare sforzo. Ingurgito le mie noodles e stramazzo sul lettino accanto al lago. Sono forte. Sono figa.

Annunci

4 commenti

Archiviato in Quotidianità moscovita

4 risposte a “Rotolando verso sud

  1. che ridere! ma sono così faticosi i pattini? e pensare che io vorrei imparare ad andarci, ma sono pigri….

    • alegoestomoscow

      Sono faticosi se hai una prestanza fisica paragonabile a quella di un bradipo… Me tapina… I bei tempi andati in cui mi allenavo quattro volte a settimana (l’incoscienza adolescenziale!).

  2. Bea

    Fantastica! Ti stimo alla grande sia per il pattinaggio che per la scodella di noodles coi gamberetti! : ) Bacioni giga

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...