Le mie camere con vista su Mosca

Settembre 2007:
Prima volta a Mosca. Soggiorno-studio all’Università Statale Lomonosov, la famosa MGU, l’università russa per eccellenza. Io e La Ciociara dormiamo in un modulo abitativo composto da due stanze che, prese insieme, non arrivano alla metratura della mia camera romana (tutt’altro che spaziosa, ve lo assicuro). Capisco al primo sguardo che, nel grattacielo staliniano che ospita il nostro dormitorio, nel conteggio dei 12 mq di superficie abitativa spettanti ad ogni cittadino sovietico hanno fatto rientrare non solo la stanza, ma anche il bagno, la cucina in comune, l’androne e probabilmente l’ascensore. Saranno tre mesi gelidi, trascorsi il meno possibile tra quelle quattro mura.

Una brandina e un tozzo di pane

Prima camera con vista moscovita: cortile dell’MGU su cui affacciano circa 400 camere con vista sulla mia

 

 

 

 

 

 

Settembre 2010:
Torno a Mosca dopo un’apnea di tre anni. Sempre MGU. Questa volta sono senza borsa di studio, perché ho già terminato l’università. Pago da me e per questo mi mettono nel settore dei dottorandi e dei professori. Scopro che la camera in cui avevo soggiornato nel 2007 era considerata di categoria deluxe e che dottorandi e professori hanno diritto a una superficie abitativa minore rispetto agli studenti in arrivo dalle “prestigiose” università occidentali. Somma gioia.
La nuova camera si trova ad un piano molto più basso, ma almeno ha la vista sugli alberi del cortile. Ah be’, allora.

4 mq di stanza con vista su 4 mq di giardino

Maggio 2011:
Rieccomi a Mosca, questa volta per lavoro. La società ci paga vitto e alloggio e così scopro che si può vivere nella capitale senza essere rinchiusi in una catapecchia universitaria spacciata per dormitorio. Scopro anche che a Mosca c’è l’estate, e il caldo, tanto tanto caldo. La mia nuova camera, che divido con la Piccola Katy, ha una superficie pari almeno a 3-4 stanze dell’MGU. Mi monto la testa e inizio a disseminare oggetti ovunque per marcare il mio territorio.

Questa cassettiera è mia. Anche questo armadio è mio. La libreria è mia. Mia. Mio. Mio.

Maggio 2012:
Di nuovo a Mosca per lavoro. Questa volta la società si è superata: viviamo al 13° piano di un grattacielo ultramoderno in un appartamento lussuosissimo. Inizio a capire perché mi paghino così poco. Nonostante il prestigio della nuova casa, la mia superficie abitativa viene notevolmente ridotta: divido la stanza con Anna e la Piccola Katy, le due ragazze più folli che mi sia mai capitato di conoscere. Ci mettiamo un po’ a sincronizzare i nostri orari e i primi tempi capita che mi guardino storto se interrompo un pisolino facendo irruzione con la macchina fotografica. In cambio io metto in chiaro di essere pronta a soffocare nel sonno la prima che mi tratterà male. Torna la pace e diventiamo regine dei pisolini di gruppo.

Annarella: il pisolo più veloce dell’est

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3 commenti

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3 risposte a “Le mie camere con vista su Mosca

  1. anche nel moderno UK la mia stanza nello studentato ricordava un loculo.

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